Goya - Grosz

Il sonno della ragione

A cura di / Curated By

Ralph Jentsch e Didi Bozzini

Organizzata da / Presented by

Comune di Parma

23 settembre 2022
13 gennaio 2023

Parma, Palazzo Pigorini

Ingresso Gratuito

Un’importante esposizione sui due piani di Palazzo Pigorini in cui i Caprichos di Francisco Goya dialogano con i disegni e i dipinti di George Grosz, due tra i più grandi disegnatori di tutti i tempi.
Le loro opere, accomunate dalla satira sociale dirompente, l’impegno politico, il rilievo morale e l’estrema innovazione formale, rivelano la straordinaria abilità di due artisti capaci di svelare profonde verità con pochi tratti d’inchiostro o pennellate di colore, nonché l’estrema attualità della loro poetica.
 
A major exhibition on the two floors of Palazzo Pigorini in which Francisco Goya’s Caprichos dialogue with the drawings and paintings of George Grosz, two of the greatest draughtsmen of all time.
Their artworks, united by disruptive social satire, political commitment, moral prominence and extreme formal innovation, show the extraordinary ability of two artists capable of revealing profound truths with just a few strokes of ink or brushstrokes of colour, as well as the extreme relevance of their poetics.
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Con il contributo di
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La mostra / The exhibition

Il sonno della ragione e la veglia della mano

The sleep of reason and the wakefulness of the hand

Curatori della mostra / Curators of the exhibition

Ralph Jentsch & Didi Bozzini

03_Francisco Goya y Lucientes_Tavole da Plates from Los Desastres de la guerra_33-Que hay que hacer mas_1810-1814_Crediti fotografici Photocredits Elizabeth Krief-min
04_George Grosz_A Piece of My World II The Last Battalion_1938_Crediti fotografici Photocredits George Grosz Estate_Courtesy Ralph Jentsch Berlin-min
La prima volta che ci siamo incontrati per parlare di questa mostra è stata nel febbraio del 2019. Eravamo a Berlino e ci saremmo rivisti qualche mese più tardi a Parma. Il desiderio era quello di riunire i Caprichos di Goya con i disegni e i dipinti di George Grosz. La satira sociale dirompente, l’impegno politico, il rilievo morale e l’estrema innovazione formale che accomunano le opere dei due grandi pittori ci sembravano essere le basi su cui fondare il progetto. Due artisti che, a centocinquant’anni di distanza uno dall’altro, hanno cambiato il corso della storia dell’arte seguendo itinerari individuali di assoluta originalità, sempre un passo avanti ai contemporanei, ma profondamente radicati nei tempi e nelle società cui il loro lavoro era rivolto. 
 
Poi, la pandemia ci ha rinchiusi in casa, mostrandoci quanto il nostro mondo fosse fragile. E alla pandemia è seguita la guerra in Europa, cosa che non ci sembrava più possibile. In qualche modo la Belle Epoque che stavamo vivendo è andata in briciole e davanti ai nostri occhi sono riaffiorati i fantasmi e gli incubi di un passato che credevamo ormai sepolto. Così, se l’attualità non ha modificato i nostri piani, ha senza dubbio proiettato una luce diversa su ciascuna delle opere che contavamo di esporre e sulla mostra nel suo insieme, perchè tutti i vizi e le perversioni dipinte da Goya e Grosz non sono di certo scomparsi, ma avvelenano ancora e sempre i giorni nostri. L’ignoranza e il chiacchiericcio mondano, gli abusi dei potenti e l’ipocrisia dei farisei, la falsa scienza e le vere truffe, la violenza degli aggressori e la sofferenza delle vittime, l’ostentazione della ricchezza e la rassegnazione alla miseria sembrano non avere data. 
 
In realtà, tutto è cambiato perché poco o nulla cambiasse. Le incisioni di Goya e i dipinti di Grosz non ci parlano di una storia antica, ma di quella che stiamo vivendo quotidianamente. Il sonno della ragione e i mostri che esso produce sono sempre gli stessi, a Madrid nel 1799 come a Berlino negli anni ’20 o nell’intero Occidente oggi. 
Unica vera novità del nostro tempo sono gli strumenti tecnici. In questo ventunesimo secolo, il sogno della ragione sta provando a rimpiazzare definitivamente il pensiero con il calcolo, l’intelligenza dell’uomo con quella artificiale e il lavoro della mano con quello della macchina. Di conseguenza, anche nel campo dell’arte, si assiste alla progressiva sostituzione del disegno, dell’incisione, della pittura, della scultura e perfino della fotografi a con immagini virtuali, frutto di soli codici alfanumerici, prive di ogni fisicità e private del gesto dell’artista. 
 
In un tale contesto, ci è sembrato importante concentrare l’attenzione non solo sui contenuti, ma anche sulla forma delle opere. Sulla straordinaria abilità di due tra i più grandi disegnatori di tutti i tempi, sulla loro capacità di rivelare profonde verità con pochi tratti d’inchiostro, sull’acutezza dello sguardo e l’ampiezza delle visioni contenute nel lavoro del bulino o nelle pennellate di colore, in poche parole su quel “pensare con le mani” che dalla notte dei tempi è la sostanza stessa delle belle arti. 
The first time we met to talk about this exhibition was in February 2019. We were in Berlin and would meet again a few months later in Parma. The desire was to bring together Goya’s Caprichos with the drawings and paintings of George Grosz. The disruptive social satire, political commitment, moral prominence and extreme formal innovation that the works of the two great painters have in common seemed to us to be the foundations on which to base our project. Two artists who, one hundred and fi fty years apart, changed the course of art history by following individual itineraries of absolute originality, always one step ahead of their contemporaries, but deeply rooted in the times and societies to which their work was directed. 
 
Then, the pandemic locked us at home, showing how fragile our world was. And the pandemic was followed by war in Europe, which no longer seemed possible to us. Somehow, the Belle Epoque we were experiencing has crumbled and the ghosts and nightmares of a past that we believed to be buried have resurfaced before our eyes. So, even if current events haven’t changed our plans, they’ve undoubtedly cast a different light, both on each of the works we were planning to exhibit and on the exhibition as a whole, for all the vices and perversions painted by Goya and Grosz have certainly not disappeared, but are still and always poisoning our days. Ignorance and worldly chatter, the abuses of the powerful and the hypocrisy of the Pharisees, false science and real fraud, the violence of the aggressors and the suffering of the victims, the ostentation of wealth and the resignation to misery seem to be undated. 
 
In fact, everything changed so that little or nothing would change. Goya’s engravings and Grosz’s paintings do not tell us about ancient history, but about the history we are living every day. The sleep of reason and the monsters it produces are always the same, be it in 1799-Madrid or 1920s’ Berlin, or the entire West today. 
The only real novelties of our time are technical tools. In this 21st century, the dream of reason is trying to definitively replace thought with calculation, human intelligence with artificial intelligence and the work of the hand with that of the machine. Consequently, even in the fi eld of art, we are witnessing the progressive substitution of drawing, engraving, painting, sculpture and even photography with virtual images, the mere result of alphanumeric codes, devoid of all physicality and deprived of the artist’s gesture. 
 
In such a context, it seemed important to us to focus not only on the works’ content, but also on their form. On the outstanding skill of two of the greatest draughtsmen of all time, on their ability to reveal profound truths with just a few strokes of ink, on the sharpness of their gaze and the width of their visions contained in the work of the burin or in the brushstrokes of colour, in short on that ‘thinking with the hands’ that has been the very substance of fi ne arts since the dawn of time. 

Orari / Hours

Mercoledì, giovedì e venerdì: 10-13 / 15-19
Sabato, domenica e festivi (8/26 dic. – 6/13 gen.): 10-19
Sabato 24 dicembre: 10-14
Sabato 31 dicembre: 10-14
Chiuso: lunedì e martedì, 25 dicembre e 1 gennaio
Wednesday, Thursday, Friday:
10 am – 1 pm / 3 pm – 7 pm 
Saturday, Sunday, holidays (8/26 Dec. – 6/13 Jan.): 10 am – 7 pm
Saturday 24 december: 10 am – 2 am
Saturday 31 December: 10 am – 2 am
Closed: Monday and Tuesday, 25 December, 1 January
 
Ingresso Gratuito / Free Entrance
Accompagnamento in mostra gratuito

Con personale dedicato che illustra i punti salienti dell'esposizione

Per gruppi (dal 19 ottobre)
Rivolto a gruppi già formati di minimo 10 e massimo 25 partecipanti.
Prenotazione obbligatoria scrivendo a pigorini@comune.parma.it
Ad ogni partecipante verrà omaggiato il catalogo della mostra.

Per tutti (dal 21 ottobre)
Ogni venerdì, sabato e domenica alle ore 16.30 accompagnamento in mostra per massimo 25 partecipanti.

Non serve la prenotazione.

Ufficio Stampa / Press Office

Maria Chiara Salvanelli | Press Office & Communication